-Carpino nero (ostrya carpinofolia scop). È una pianta che vive nei terreni calcarei del sud est Europa, lagarmente diffuso in Italia dai 100m fino ai 1500m s.l.m. Ottimo produttore di tuber melanosporum che di tuber aestivum, ha un buon apparato radicale ricco di radichette secondarie. È una specie termofila, rustica, capace di sopportare lunghi periodi di siccità. E’ un albero alto in media 15-20 metri, con tronco diritto e regolare e chioma raccolta, allungata e leggermente conica. Ha radici superficiali e forma polloni, in particolare se tagliato. La corteccia è bruna scura, ruvida, non liscia come il carpino bianco, con lenticelle e fenditure verticali, si divide nel tempo in piccole squame rettangolari.
-Leccio (quercus ilex). È una pianta sempreverde, predilige un clima mite, è una delle principali componenti della macchia mediterranea. Vive dal livello del mare fino a spingersi a quote superiori ai 1000m s.l.m. È un ottimo produttore di tuber melanosporum e tuber aestivum; a suo favore ha la prerogativa di contrarre in minor misura la simbiosi con funghi estranei.
-Roverella (quercus pubescens wild). Diffusa in sud Europa, vive dal livello del mare a 1500m di altitudine. Su terreni vari come i marnosi, calcarei, silicei, poco fertili e aridi. È la pianta tartuficola per eccellenza, è capace di produrre tutte le varietà di tartufi, compreso il magnatum. Si calcola che i tartufi raccolti in Italia centrale nell’80% provengono da roverelle.
-Cisto rosso (cistus incanus L.). Di altezza variabile da circa 30cm ad oltre 1,5 metri, molto ramoso, assume un aspetto globoso. Vive prevalentemente in terreni calcarei, silicei, drenanti e ben esposti. L’apparato radicale è ricchissimo di radichette secondarie. Si micorriza molto bene tuber melanosporum ed aestivum.
l cisto rosso è noto per la sua capacità di formare una simbiosi micorrizica con funghi del genere Tuber, come il Tuber melanosporum (tartufo nero) e il Tuber aestivum (tartufo estivo). Questa relazione è fondamentale per la produzione di tartufi, poiché i funghi aiutano la pianta ad assorbire nutrienti dal suolo.
Il nostro Vivaio
Le nostre piante micorizzate con tartufo sono prodotte secondo rigidi protocolli vivaistici.
Il semenzale (da seme, talea o micropropagazione), è preparato in substrato ad ambiente sterile;
ciò per impedire l’insediamento di funghi inquinanti prima della micorizzazione.
L’inoculo è costituito da tartufi di prima scelta acquistati da fornitori selezionati. Tutte le partite di tartufi acquistate per la micorizzazione vengono sottoposte ad accurate analisi per verificare: l’appartenenza alla specie desiderata, l’idoneità ed il grado di maturazione delle spore.






